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Silvana Borri - Emanuela Battistini
Comune di Montese

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I SENTIERI DI MONTESE: PERCORSI TRA NATURA E CULTURA

COMUNE DI MONTESE
anno scolastico 2006/2007

Il Comune di Montese ha completato, in collaborazione con la Comunità Montana Appennino Modena Est, i lavori di recupero, sistemazione e pulizia della rete sentieristica, che attraversa tutto il territorio comunale e si snoda ad un’altitudine compresa tra i 300 e i 1100 metri.
L’intervento di recupero si è concluso con la segnalazione, numerazione e tabellazione in loco di tutti i sentieri, secondo le norme del C.A.I. Gli itinerari così individuati sono stati riportati sulla “Carta dei sentieri di Montese” (scala 1:25.000).
I sentieri, oggi percorribili a piedi, a cavallo e in mountain bike, seguono il tracciato delle antiche vie di comunicazione e delle vecchie strade interpoderali che, attraversando boschi e campi coltivati, collegavano tra loro borghi isolati, mulini, castelli, luoghi di culto e di lavoro.
Gli abitanti le avevano usate per secoli, fino a quando, nell’ultimo dopoguerra, furono progressivamente abbandonate. Restarono nascoste da siepi e detriti, anche se erano spesso affiancate e sostenute da muretti a secco, che ci testimoniano il lavoro di intere generazioni.
Percorrere oggi la rete sentieristica di Montese, con l’ausilio della cartina, significa avere a disposizione gli strumenti più adatti per conoscere e comprendere l’evoluzione nel tempo del rapporto tra l’uomo e il territorio.
Gli itinerari segnati nella Carta escursionistica possono essere utilizzati come una “griglia” dove inserire visite mirate alle realtà museali, alle emergenze naturalistiche ed architettoniche del territorio.

Suggeriremmo visitare:

1. MONTESE: Complesso monumentale-fortilizio del Castello della Rocca di Montese
a) Museo storico di Montese
b) Sala mostre ex Ghiacciaia comunale
c) Museo Augusto Righi

2. MONTESE: Le postazioni della Linea Gotica in loc. Montello

3. IOLA: La raccolta di cose montesine

4. MASERNO: I ruderi del castello e l’Oratorio di S. Antonino a Monteforte

5. MASERNO: I ruderi del castello, l’insediamento storico e l’Oratorio di Riva

6. MASERNO: Le sorgenti e i mulini nella zona di Maserno e Dismano
a) La sorgente e il torrente “Coveraie”

7. MASERNO: La sorgente dei Tufi; La località “La Fredda” e i biotopi del Faggio e del Tiglio; La cascata di Striscialacqua. Il mulino di Montese

8. CASTELLUCCIO: La cima e l’oratorio di Ronchidoso e il Monte Belvedere

9. CASTELLUCCIO: Il Sasso dei Carli (o dei Caroli)

10. SAN MARTINO: Le sorgenti e i mulini lungo il Rio S. Martino
a) Il Mulino di Mamino

11. SALTO: Il Lago di Bracciano; Le sorgenti Gea e Cotto

12. SEMELANO: La Chiesa dei SS.mi Apostoli Pietro e Paolo

13. MONTALTO: Montalto vecchio
a) La Chiesa di S. Giorgio

Il Comune di Montese è in grado di organizzare brevi soggiorni, presso l’Ostello comunale, comprensivi di pranzi al sacco e visite guidate.
I diversi itinerari e le diverse visite guidate possono essere rapportati al tipo di utenza e al tempo a disposizione
.

1) I Musei di Montese - (Itinerario 442, 400/4, 400/3, 440)
Museo storico di Montese.
Aperto al pubblico dal 1998, è ospitato nelle suggestive sale della duecentesca Rocca di Montese. Attraverso foto, documenti, reperti storici e ricostruzioni presenta e interpreta l’evoluzione nei secoli del rapporto tra l’uomo e il territorio, ripercorrendo la vita delle comunità locali e la loro economia in un panorama naturalistico e ambientale di rara bellezza. Il percorso espositivo è articolato in spazi tematici: insediamenti e territorio, cultura materiale e II° Guerra Mondiale. Particolare interesse rivestono gli ambiti dedicati al Corpo di Spedizione Brasiliano (F.E.B.) che il 14 aprile liberò il paese, riconsegnandolo ai suoi cittadini, e la collezione dell’aviatore Fulvio Setti.
Sala mostre ex Ghiacciaia Comunale
E’ stato recuperata una nuova sala mostre nei locali dell’ex Ghiacciaia, dopo un lungo lavoro di restauro. Tale struttura, edificata tra il 1888 ed il 1889, fu inizialmente utilizzata per immagazzinare neve e ghiaccio grazie ai quali si conservavano gli alimenti nei mesi più caldi; in seguito divenne un macello ed infine un deposito. L’edificio, a pianta quasi quadrata, è coperto a due acque e presenta un fronte caratterizzato dall’ampio portale ad arco e dalla finestrella sovrastante; sul fianco ovest, è visibile un’altra finestra arcuata. Nei primi anni sessanta era ancora coperto a falde e si può presumere che la trasformazione a copertura piana sia avvenuta verso la fine del decennio, mediante sopraelevazione dei muri laterali e realizzazione della terrazza sovrastante. Il vano vero e proprio della Ghiacciaia, costituito da un invaso del diametro di 5 m. e profondo 4,50 m., coperto da una volta a cuspide per un’altezza totale interna di oltre 9 m., risulta completamente interrato e nascosto, alla vista, da una parete in muratura, eretta sul fondo del locale antistante che si apre su Piazza della Repubblica.
Museo Augusto Righi
Ospitato in una sala del Municipio, presenta una raccolta di fotografie, documenti, cartoline e pubblicazioni che si riferiscono alla vita e all’attività del fisico bolognese. Particolarmente interessanti alcuni apparecchi scientifici ideati dallo scienziato: l’oscillatore a 3 scintille e l’apparecchio per i moti pendolari ortogonali.

2) Le postazioni della Linea Gotica in loc. Montello
Sono state recuperate, le postazioni difensive delle truppe tedesche sui promontori che dominano il capoluogo. Le posizioni furono realizzate, sfruttando la natura impervia della zona, particolarmente ricca di cavità naturali e pareti rocciose, che ben si prestava ad interventi quali scavi e successive mimetizzazioni con legname, pietre e foglie. Ci sono postazioni per mitragliatrici e mortai, appostamenti, trincee, osservatori, ricoveri e posti comando.

3) Raccolta di cose montesine di Iola - (Itinerario 442, 444)
Allestito nei locali della canonica seicentesca della frazione di Iola, il Museo raccoglie antichi attrezzi agricoli e strumenti legati ai lavori artigianali, insieme agli oggetti della vita quotidiana e del lavoro della zona di Montese, permettendo di comprenderne l’evoluzione nei secoli. Molto precise sono, ad esempio, le ricostruzioni della cucina e della camera da letto, assieme a quelle della cantina e del tavolo da lavoro del falegname e del calzolaio.

4) I ruderi del castello e l’Oratorio di S. Antonino a Monteforte (Itinerario didattico delle sorgenti, Itinerario 400/4, 444)
Del castello di Monteforte restano alcune importanti vestigia: le mura di cinta e quelle interne, una torre campanaria, l’oratorio, la cisterna e il portale trecentesco di accesso che è stato trasformato, dopo la distruzione del maniero, in cella campanaria. Anche la chiesa del castello, oggi Oratorio di S. Antonino, è giunta fino a noi ed è possibile ammirare al suo interno gli affreschi del XV secolo, riportati alla luce, agli inizi degli anni ‘70, dal Prof. Uber Ferrari. Citato tra i castelli più potenti del Frignano, la sua origine, con tutta probabilità, risale al XI sec., periodo in cui ne sorsero molti altri nella zona. Monteforte fu a lungo Comune, e nel XIII sec. ebbe Capitani propri, che erano in amicizia ora coi Bolognesi, ora coi Modenesi. Nel 1340 si era assoggettato agli Estensi. Questi ne investirono i Monteccucoli, che lo unirono alla Podesteria di Montese. Come Rocca di confine, Monteforte subì incursioni, assalti, incendi, omicidi, ruberie, ecc…da parte dei Bolognesi. Le continue discordie con la famiglia “Tanari” di Gaggio Montano ne segnarono la storia.

5) I ruderi del castello, l’insediamento storico e l’Oratorio di Riva (Itinerario 436)
Il trecentesco oratorio di Riva, il più antico del territorio, sorge al centro dell’omonimo abitato ed è l’unica testimonianza pervenuta sino ai giorni nostri di un importante castello distrutto nel XIV sec. Al suo interno si possono ammirare affreschi del XV sec., riportati alla luce da un recente restauro, ed oggetti sacri di raro pregio. Il seicentesco campanile a vela è stato edificato sulle fondamenta della torre demolita.

6) Le sorgenti ed i mulini nella zona di Maserno e Dismano - (Itinerario didattico delle sorgenti, Itinerario 400/4, 448)
Il territorio di Montese è particolarmente ricco di acque: a queste, da sempre, sono legati insediamenti abitativi e produttivi. Uno dei luoghi più significativi al riguardo è la località “Coveraie”, con l’antico mulino ad acqua ed il moderno stabilimento per la produzione di acque minerali, entrambi visitabili. Sono di sicuro interesse anche l’Oratorio dei Lazzari e le sorgenti delle località “Albarelli” e “Forno”. Nei dintorni di Maserno è possibile sostare nel parco “La Doccia”, dotato di un’area attrezzata per pic nic e di una ricca sorgente.

7) La sorgente dei Tufi, la località La Fredda, le cascate di Striscialacqua - (Itinerario 444, 444/a)
Procedendo da Montese verso Maserno, ai piedi delle alture che ci accompagnano sulla sinistra, scaturisce, in località “I Tufi”, una ricca sorgente di acqua. Oltre ad alimentare la stazione di sollevamento che serve il capoluogo, origina, poco più a valle, la cascata di Striscialacqua, dove l’acqua compie un salto di circa 40 m in una gola profonda scavata nella roccia. Ai “Tufi” era presente, fino a pochi decenni or sono, una cava di materiale lapideo destinato all’edilizia. I carbonati presenti nelle acque hanno creato formazioni stalattitiche, depositi e grotte carsiche, (raro esempio nell’Appennino), che si collegano alle sovrastanti “Doline” del monte Saltino. Nei pressi, in località “La Fredda”, è presente un interessante biotopo di tiglio e faggio.

8) Ronchidoso e Monte Belvedere - (Itinerario didattico della memoria, Itinerario 452, 400/4)
Queste due località fecero parte, per la loro posizione strategica della Linea Gotica durante la IIa Guerra Mondiale. Furono teatro di aspri combattimenti. Ancora oggi sono visibili le trincee ed i camminamenti delle truppe tedesche e le postazioni americane. E’ inoltre possibile visitare la Chiesa di Ronchidoso, dedicata agli emigranti, e i ruderi del castello di Monte Belvedere che, situato a 1.140 m di altitudine, è uno dei punti panoramici del territorio.

9) Il Sasso dei Carli o dei Caroli - (Itinerario 450)
Il Sasso dei Carli o Cinghio dei Diamanti è un piccolo affioramento roccioso di tipo ofiolitico nei pressi di Castelluccio di Montese. Sulle pareti del Sasso si trovano numerosi cristalli di quarzo, di calcite, di ossido di titanio e vari minerali. In passato, il Sasso ha subito gravi danni causati dai cercatori di minerali, attualmente è invece protetto come riserva mineralogica ed è stato recintato. La visita può essere effettuata dai gruppi rivolgendosi al Comune di Montese.

10) Le sorgenti e i mulini lungo il Rio S. Martino - (Itinerario 450)
Uno dei torrenti più importanti che irrigano il territorio del Comune è il Rio San Martino. Nasce dalla confluenza del fosso “Tufi” con quello del “Malpasso”, cui si uniscono, successivamente, il fosso di “Bago” e quello della “Scodella”, scende a valle creando una serie di cascate: la più famosa è quella di Striscialacqua. Il Rio S. Martino è ricco d’acqua. Lungo questo corso si svilupparono notevoli insediamenti: abitati, mulini e una centralina idraulica per la produzione di energia elettrica, esemplare unico nel suo genere. Questa struttura esiste ancora oggi: si possono ammirare le singolari collocazioni dei tubi in ferro, destinati alla conduzione delle acque e la loro disposizione secondo la conformazione naturale dei terreni. Notevole interesse storico-didattico e culturale riveste il Mulino di Mamino, di recente completamente recuperato al suo antico utilizzo ed alla sua funzione economica. Presenta la tipica turbina con ruota orizzontale, alimentata dall’acqua deviata al suo interno. E’ visitabile nel periodo estivo e durante la stagione della macinatura delle castagne.

11) Il lago Bracciano, le sorgenti Gea e Cotto - (Itinerario 440, 400/3; 434, 440)
Nei dintorni di Salto, si trova il lago di “Bracciano”, ora completamente interrato, in cui furono ritrovati, nel XIX sec., alcune statuette in bronzo, rappresentanti figure umane e animali, di notevole pregio e valore storico. Questi bronzetti, risalenti al VI-IV sec. a.C, si ritiene provengano da una stipe votiva e sono, ora, custoditi presso il Museo Archeologico di Modena.
“Gea” è un luogo molto suggestivo, inserito in un ambiente naturale particolarmente “selvaggio” e circondato da pareti rocciose, ripide, e molto alte. Tra i massi alcune polle formano piccole pozze e cascate. Sono ancora presenti i resti di un antico mulino ad acqua, un tempo molto importante.
Il “Cotto” è una sorgente immersa nel verde, posta su una conca cui si accede, nell’ultimo tratto, da una scala ricavata nel terreno.

12) - La Chiesa dei SS.mi Apostoli Pietro e Paolo - (Itinerario 434)
La chiesa di Semelano, risalente al XIII sec., è una struttura di pregevole interesse artistico: è a tre navate, con colonne in tufo e capitelli in pietra locale di raffinata fattura. Si caratterizza per la presenza di un organo a 15 canne, costruito da Domenico Traeri agli inizi del XVIII sec., e recentemente restaurato. Custodisce inoltre una tela, raffigurante il martirio dei ss. Pietro e Paolo, copia di una pala seicentesca attribuita a Ludovico Carracci, ora conservata presso il Museo di Belle Arti di Rennes.

13) Montalto vecchio e la Chiesa di S. Giorgio - (Itinerario 400/3)
Montalto è un borgo di origine antichissima: qui, fu ritrovato, alla fine del XIX sec., una punta di freccia in selce risalente a 7000-8000 anni fa. La chiesa seicentesca, dedicata a S. Giorgio, oggi completamente restaurata, presenta una navata unica e conserva un pregevole portale in arenaria. Degno di nota è l’adiacente edificio, pure seicentesco, già appartenuto alla famiglia “Tanari” di Gaggio Montano, che, più volte, scese in conflitto con i Montecuccoli. Del castello, distrutto nel XVI sec., non rimangono che tracce poco rilevanti.